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  • Il mulino scomparso di Stalis Ormai il rovo e la vitalba aggrediscono la pietra angolare, lattine e membrane di politene hanno singulti in una strozzatatura d’acque: sarà possibile ancora uscire nel focolare invernale del tramonto quando una vampa tenta di lambire fascine di frassini intorpiditi d’edera? Sarà possibile nell’ora tumescente dove i viottoli e le passerelle scivolando incerti conducono alla macina scomparsa della memoria smascherare il vuoto d’orma galleggiante barca piatta di fiume senza passeggeri e senza voci? esiste già nei volti la vertigine d’ombra che davanti e dietro accompagna il Lemene che scorre senza bisbigli di rive. A chi […]

    Lionello Fioretti

    Il mulino scomparso di Stalis Ormai il rovo e la vitalba aggrediscono la pietra angolare, lattine e membrane di politene hanno singulti in una strozzatatura d’acque: sarà possibile ancora uscire nel focolare invernale del tramonto quando una vampa tenta di lambire fascine di frassini intorpiditi d’edera? Sarà possibile nell’ora tumescente dove i viottoli e le passerelle scivolando incerti conducono alla macina scomparsa della memoria smascherare il vuoto d’orma galleggiante barca piatta di fiume senza passeggeri e senza voci? esiste già nei volti la vertigine d’ombra che davanti e dietro accompagna il Lemene che scorre senza bisbigli di rive. A chi […]

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  • Il 4 febbraio 2006, presso la sala comunale, l’associazione culturale “La Ruota”, ha voluto ricordare la Giornata della memoria, con la presentazione del libro “Il cielo di cenere”. Ed. nuovadimensione. Il testo raccoglie la testimonianza, raccontata con semplicità, di una ragazza di paese sopravvissuta alla deportazione nei lager nazisti. Alla serata erano presenti la curatrice del libro, la prof.ssa Imelde Rosa Pellegrini e la sua protagonista, la signora Elvia Bergamasco, ora quasi ottantenne. E’ stata lei a catalizzare l’attenzione del numeroso pubblico, con una narrazione di fatti drammatici, priva di astio e risentimento nei confronti di chicchessia; la sua storia […]

    Giorno della memoria (*) 2006

    Il 4 febbraio 2006, presso la sala comunale, l’associazione culturale “La Ruota”, ha voluto ricordare la Giornata della memoria, con la presentazione del libro “Il cielo di cenere”. Ed. nuovadimensione. Il testo raccoglie la testimonianza, raccontata con semplicità, di una ragazza di paese sopravvissuta alla deportazione nei lager nazisti. Alla serata erano presenti la curatrice del libro, la prof.ssa Imelde Rosa Pellegrini e la sua protagonista, la signora Elvia Bergamasco, ora quasi ottantenne. E’ stata lei a catalizzare l’attenzione del numeroso pubblico, con una narrazione di fatti drammatici, priva di astio e risentimento nei confronti di chicchessia; la sua storia […]

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  • Questo più che il profilo critico di un’artista, Marinella Falcomer appunto, nostra concittadina, è il racconto di una passione profonda, vera, totalizzante, quella che anima appunto la nostra protagonista e la lega indissolubilmente alla pittura. Marinella racconta, con vivacità e spontaneità che conquistano, di come si sia sentita attratta verso il disegno e l’arte figurativa fin da piccola, di come, appena ne avesse la possibilità, scarabocchiasse a matita, sopra un album, i ritratti di tutti quelli che le venivano a tiro, e di come l’avesse riempita d’orgoglio vedere esposto per tanto tempo un suo disegno nell’atrio della Scuola media di […]

    Marinella Falcomer

    Questo più che il profilo critico di un’artista, Marinella Falcomer appunto, nostra concittadina, è il racconto di una passione profonda, vera, totalizzante, quella che anima appunto la nostra protagonista e la lega indissolubilmente alla pittura. Marinella racconta, con vivacità e spontaneità che conquistano, di come si sia sentita attratta verso il disegno e l’arte figurativa fin da piccola, di come, appena ne avesse la possibilità, scarabocchiasse a matita, sopra un album, i ritratti di tutti quelli che le venivano a tiro, e di come l’avesse riempita d’orgoglio vedere esposto per tanto tempo un suo disegno nell’atrio della Scuola media di […]

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  • Parlare di persone “diversamente abili”… bella sfida… che posso dire? Forse potrei partire dicendo che lo siamo tutti, in quanto ciascuno di noi ha delle abilità differenti (io per esempio sono bravo a fare la pizza, a quanto dicono…), delle qualità, delle doti, delle caratteristiche che lo rendono unico e insostituibile, assolutamente originale. Tuttavia non mi sento così capace di “filosofeggiare” su questi concetti… E allora mi conviene partire dalla mia esperienza personale a contatto con queste persone e cercare di raccontare quello che ho visto e sentito. Vediamo un po’ …. Potrei chiedere a chi legge di fare così: […]

    Disabili – Una testimonianza

    Parlare di persone “diversamente abili”… bella sfida… che posso dire? Forse potrei partire dicendo che lo siamo tutti, in quanto ciascuno di noi ha delle abilità differenti (io per esempio sono bravo a fare la pizza, a quanto dicono…), delle qualità, delle doti, delle caratteristiche che lo rendono unico e insostituibile, assolutamente originale. Tuttavia non mi sento così capace di “filosofeggiare” su questi concetti… E allora mi conviene partire dalla mia esperienza personale a contatto con queste persone e cercare di raccontare quello che ho visto e sentito. Vediamo un po’ …. Potrei chiedere a chi legge di fare così: […]

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  • Nata dalle ricerche di Marie Curie sulla radioattività, la radiografia è diventata un mezzo meraviglioso di indagine medica, in quanto permette di vedere  le strutture ossee ma anche le parti molli, polmoni, o cave, intestini, se riempite prima di liquido opaco. Essa però non è innocua e non sempre necessaria. Rispetto alla prima caratteristica, non sempre ci si è posti correttamente il problema. Pensate che  negli anni cinquanta, nonostante la bomba atomica, non si era ancora convinti della pericolosità dei raggi ionizzanti: in effetti, oltralpe, nei negozi di scarpe, c’erano delle macchine dotate di una apertura dove si infilava il […]

    Dell’uso ed abuso… della radiografia

    Nata dalle ricerche di Marie Curie sulla radioattività, la radiografia è diventata un mezzo meraviglioso di indagine medica, in quanto permette di vedere  le strutture ossee ma anche le parti molli, polmoni, o cave, intestini, se riempite prima di liquido opaco. Essa però non è innocua e non sempre necessaria. Rispetto alla prima caratteristica, non sempre ci si è posti correttamente il problema. Pensate che  negli anni cinquanta, nonostante la bomba atomica, non si era ancora convinti della pericolosità dei raggi ionizzanti: in effetti, oltralpe, nei negozi di scarpe, c’erano delle macchine dotate di una apertura dove si infilava il […]

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  • Affacciandosi dal ponte dell’Accademia, sul Canal Grande, si può notare una facciata incompiuta. Questa appartiene a Palazzo Venier dei Leoni, che fu l’abitazione di Peggy Guggenheim. Questa donna è sempre stata vicina al mondo dell’arte stringendo, fin da quando era ventenne e lavorava in una libreria di New York, molte conoscenze con esponenti del mondo artistico. Altre amicizie, come quelle con Costantine Brancusi e Marcel Duchamp, iniziano invece quando si stabilisce in Europa nel 1921 e dureranno per tutta la vita. Il suo interesse per l’arte diventa sempre più forte quando apre una galleria d’arte nel 1937 “Guggenheim jeune” e […]

    Un museo: la galleria Guggenheim

    Affacciandosi dal ponte dell’Accademia, sul Canal Grande, si può notare una facciata incompiuta. Questa appartiene a Palazzo Venier dei Leoni, che fu l’abitazione di Peggy Guggenheim. Questa donna è sempre stata vicina al mondo dell’arte stringendo, fin da quando era ventenne e lavorava in una libreria di New York, molte conoscenze con esponenti del mondo artistico. Altre amicizie, come quelle con Costantine Brancusi e Marcel Duchamp, iniziano invece quando si stabilisce in Europa nel 1921 e dureranno per tutta la vita. Il suo interesse per l’arte diventa sempre più forte quando apre una galleria d’arte nel 1937 “Guggenheim jeune” e […]

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  • Nozioni elementari di patologia e cure eventuali. A cura del Dr. Claude Andreini, Fisioterapista Prima di proporre l’approccio ad una patologia, vorrei ripulire il campo da certe espressioni ambigue: 1. il “dolore”: Il dolore è un sintomo. Non è il nome di una malattia. Un trauma, una malattia, provoca dolore, perciò è sempre una conseguenza e non un punto di partenza. Infatti, quello che la gente chiama “dolore” è, nel nostro caso, un’infiammazione articolare di tipo o artritico o artrosico. Nonostante le due parole si assomiglino, esse rappresentano patologie distanti fra loro come lo sono una Ferrari ed un tagliaerba. […]

    Conosci te stesso

    Nozioni elementari di patologia e cure eventuali. A cura del Dr. Claude Andreini, Fisioterapista Prima di proporre l’approccio ad una patologia, vorrei ripulire il campo da certe espressioni ambigue: 1. il “dolore”: Il dolore è un sintomo. Non è il nome di una malattia. Un trauma, una malattia, provoca dolore, perciò è sempre una conseguenza e non un punto di partenza. Infatti, quello che la gente chiama “dolore” è, nel nostro caso, un’infiammazione articolare di tipo o artritico o artrosico. Nonostante le due parole si assomiglino, esse rappresentano patologie distanti fra loro come lo sono una Ferrari ed un tagliaerba. […]

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  • Grispis di mari Tal musu dal spieli i viodi me mari: grispis novis e vui torgui. Mi clama mi tocia si stravieia. Dut ti fa crodi ca no sedi E sì ti sos stada flour e frutan…… Dopu lé scur Mama Flour spaurit giardin sensa soreli maravea distudada rabiada cul mont Combàti par nuia sensa capì. Dislubiada di lavour displaseis ingrandis tal sito. Mans di pluma ca sgualavin tala tela ciamisutis cula puntina e sovrapons ca no finivin mai. Cussì tal freit è sgualada la vita. [print_link]

    Gilberta Antoniali

    Grispis di mari Tal musu dal spieli i viodi me mari: grispis novis e vui torgui. Mi clama mi tocia si stravieia. Dut ti fa crodi ca no sedi E sì ti sos stada flour e frutan…… Dopu lé scur Mama Flour spaurit giardin sensa soreli maravea distudada rabiada cul mont Combàti par nuia sensa capì. Dislubiada di lavour displaseis ingrandis tal sito. Mans di pluma ca sgualavin tala tela ciamisutis cula puntina e sovrapons ca no finivin mai. Cussì tal freit è sgualada la vita. [print_link]

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  • La legge  194, meglio nota come legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, è una legge dello Stato che tutela la libertà di scelta delle donne; essa è oggetto in questi ultimi tempi di tante proposte di integrazione (vedi ad esempio la presenza del “Movimento per la vita” nei consultori, o i limiti posti alla sperimentazione della pillola RU 486). Perché? La Costituzione parla, nei suoi principi fondamentali di uguali diritti di tutti i cittadini senza distinzione di sesso ecc., ma l’accesso alla carriera politica da parte delle donne, sembra debba essere stabilito per legge (“Quote rosa”), invocando per altro il principio […]

    La rubrica dei “perché”, dicembre 2005

    La legge  194, meglio nota come legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, è una legge dello Stato che tutela la libertà di scelta delle donne; essa è oggetto in questi ultimi tempi di tante proposte di integrazione (vedi ad esempio la presenza del “Movimento per la vita” nei consultori, o i limiti posti alla sperimentazione della pillola RU 486). Perché? La Costituzione parla, nei suoi principi fondamentali di uguali diritti di tutti i cittadini senza distinzione di sesso ecc., ma l’accesso alla carriera politica da parte delle donne, sembra debba essere stabilito per legge (“Quote rosa”), invocando per altro il principio […]

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  • Voglio subito sgomberare il campo dagli equivoci: la mia affermazione iniziale non ha nulla a che fare con la convinzione molto diffusa che, sotto il termine cultura, si nascondano  le manifestazioni più pesanti, poco appetibili o elitarie; sono convinta anzi del contrario perché, come dice un esperto di comunicazione, di cui purtroppo non ricordo il nome, “la cultura non è solo questione di contenuti, ma di modo di presentarli”, quindi…. Io mi riferisco piuttosto alle difficoltà concrete che uno incontra quando si propone come soggetto culturale, soprattutto in piccole realtà come la nostra; tu parti con entusiasmo, perché pensi di […]

    Cultura, che fatica!

    Voglio subito sgomberare il campo dagli equivoci: la mia affermazione iniziale non ha nulla a che fare con la convinzione molto diffusa che, sotto il termine cultura, si nascondano  le manifestazioni più pesanti, poco appetibili o elitarie; sono convinta anzi del contrario perché, come dice un esperto di comunicazione, di cui purtroppo non ricordo il nome, “la cultura non è solo questione di contenuti, ma di modo di presentarli”, quindi…. Io mi riferisco piuttosto alle difficoltà concrete che uno incontra quando si propone come soggetto culturale, soprattutto in piccole realtà come la nostra; tu parti con entusiasmo, perché pensi di […]

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