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  • Classificazione: oasi naturale, cioè zona che gode di un certo livello di protezione: sono vietate alcune attività come la caccia. Questo livello non è sufficiente per impedire lo sfruttamento edilizio ed alcune attività anche di peso antropico importante. Posizione geografica: geologicamente la zona è inclusa nel bacino del Tagliamento e si estende da Portovecchio a Cintello, lungo il fiume Lemene, su una larghezza di circa 1 km. Estensione: complessivamente sono circa 140 ettari di superficie. Tipologia: zona di pianura con porzioni umide, lungo il fiume Lemene. Origine: a tutt’oggi il parco in quanto tale non è stato ancora istituito ufficialmente, […]

    Il “parco” di Boldara – Scheda tecnica

    Classificazione: oasi naturale, cioè zona che gode di un certo livello di protezione: sono vietate alcune attività come la caccia. Questo livello non è sufficiente per impedire lo sfruttamento edilizio ed alcune attività anche di peso antropico importante. Posizione geografica: geologicamente la zona è inclusa nel bacino del Tagliamento e si estende da Portovecchio a Cintello, lungo il fiume Lemene, su una larghezza di circa 1 km. Estensione: complessivamente sono circa 140 ettari di superficie. Tipologia: zona di pianura con porzioni umide, lungo il fiume Lemene. Origine: a tutt’oggi il parco in quanto tale non è stato ancora istituito ufficialmente, […]

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  • L’idea di un “foresto”, un lavoro da pazzi (pochi)… Un piacere per tutti (tanti). Il mio primo intervento sull’ambiente di Boldara, che nel frattempo era diventato il mio luogo di residenza, risale all’autunno 1989, quando, stanco di vedere la zona abbandonata all’incuria ed usata palesemente come discarica abusiva incominciai, con l’aiuto della mia famiglia, la pulizia del bosco accanto al mulino. Ebbe così inizio il recupero di quel sito naturale che un giorno, forse, diventerà ufficialmente il Parco di Boldara. Per anni, con pochi aiuti e risorse, sono stati piantati centinaia, meglio, migliaia di alberi autoctoni, arbusti e carici. Sono […]

    Un Parco a Boldara?

    L’idea di un “foresto”, un lavoro da pazzi (pochi)… Un piacere per tutti (tanti). Il mio primo intervento sull’ambiente di Boldara, che nel frattempo era diventato il mio luogo di residenza, risale all’autunno 1989, quando, stanco di vedere la zona abbandonata all’incuria ed usata palesemente come discarica abusiva incominciai, con l’aiuto della mia famiglia, la pulizia del bosco accanto al mulino. Ebbe così inizio il recupero di quel sito naturale che un giorno, forse, diventerà ufficialmente il Parco di Boldara. Per anni, con pochi aiuti e risorse, sono stati piantati centinaia, meglio, migliaia di alberi autoctoni, arbusti e carici. Sono […]

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  • Boldara è sicuramente la zona più verdeggiante di Gruaro, perciò meta di scolaresche desiderose di conoscenza e anche di adulti in cerca di pace. Essendo attraversata dal Lemene, è rifugio e casa per uccelli, anatre, oche e cigni depongono le uova nelle rive del fiume, ma purtroppo i piccoli non sempre nascono perchè dei “visitatori indesiderati” toccano le uova. Comunque la passeggiata è un posto dove si può rimanere a contatto con la natura. Per me, le stagioni più adatte per visitare il parco, sono la Primavera e l’Estate. La Primavera, porta con sè profumi e suoni gradevoli: le piante […]

    A contatto con la natura

    Boldara è sicuramente la zona più verdeggiante di Gruaro, perciò meta di scolaresche desiderose di conoscenza e anche di adulti in cerca di pace. Essendo attraversata dal Lemene, è rifugio e casa per uccelli, anatre, oche e cigni depongono le uova nelle rive del fiume, ma purtroppo i piccoli non sempre nascono perchè dei “visitatori indesiderati” toccano le uova. Comunque la passeggiata è un posto dove si può rimanere a contatto con la natura. Per me, le stagioni più adatte per visitare il parco, sono la Primavera e l’Estate. La Primavera, porta con sè profumi e suoni gradevoli: le piante […]

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  • Ce scrivitu nona ? Scrif poesiis E ce l’esi poesiis? Zin, zin, sot la lobia a vede li sisilis ch’i scrif poesiis… (Rosanna Paroni Bertoia) Una serata dedicata alla poesia e, in particolare, a quella dialettale ha bisogno di alcune precisazioni. Essa, innanzitutto non è fine a se stessa, ma nasce nell’ambito di quel percorso di valorizzazione del territorio che “La Ruota” si è proposta di realizzare anche se, apparentemente, ne rovescia la prospettiva. Infatti una scelta di questo genere può apparire, ad una analisi affrettata, azzardata, elitaria, difficile, punto d’arrivo non di partenza, ma noi siamo convinti che il […]

    Ce l’esi poesiis?

    Ce scrivitu nona ? Scrif poesiis E ce l’esi poesiis? Zin, zin, sot la lobia a vede li sisilis ch’i scrif poesiis… (Rosanna Paroni Bertoia) Una serata dedicata alla poesia e, in particolare, a quella dialettale ha bisogno di alcune precisazioni. Essa, innanzitutto non è fine a se stessa, ma nasce nell’ambito di quel percorso di valorizzazione del territorio che “La Ruota” si è proposta di realizzare anche se, apparentemente, ne rovescia la prospettiva. Infatti una scelta di questo genere può apparire, ad una analisi affrettata, azzardata, elitaria, difficile, punto d’arrivo non di partenza, ma noi siamo convinti che il […]

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  • Di sé ha scritto: “In un giorno di vento, Lionello Fioretti nacque a Bagnarola, benedicendo la primavera del ’45. Per rendere lieti i genitori dimorò nelle galere della scuola italiana, laureandosi in lettere a Padova, dove capì suo padre che esclamava ”mus padovan”, quando da piccolo impuntava i piedi. Non volendo trasmettere ignoranza a ignoranti, evitò a muso duro e berretta rincalcata, la carriera scolastica. Non potendo vivere di pittura (ebbe un maestro misericordioso e pieno di significativi silenzi: Tramontin), diventò medico di dipinti antichi, condannandosi a un eterno precariato: non conosceva l’uso della “sportula” e in più diceva quello […]

    Lionello Fioretti

    Di sé ha scritto: “In un giorno di vento, Lionello Fioretti nacque a Bagnarola, benedicendo la primavera del ’45. Per rendere lieti i genitori dimorò nelle galere della scuola italiana, laureandosi in lettere a Padova, dove capì suo padre che esclamava ”mus padovan”, quando da piccolo impuntava i piedi. Non volendo trasmettere ignoranza a ignoranti, evitò a muso duro e berretta rincalcata, la carriera scolastica. Non potendo vivere di pittura (ebbe un maestro misericordioso e pieno di significativi silenzi: Tramontin), diventò medico di dipinti antichi, condannandosi a un eterno precariato: non conosceva l’uso della “sportula” e in più diceva quello […]

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  • Molte volte mi è capitato di trovare la parola cultura in diverse situazioni e in diversi campi, però non mi ero mai fermata a pensare a che significato questo concetto avesse, fino a quando non ho iniziato a scrivere quest’articolo. Definire che cos’è la cultura non è sicuramente facile perché questo è un termine molto complesso. Partendo dal presupposto che la parola “cultura” può essere utilizzata in molti ambiti, per comprenderne il significato, secondo me, bisogna capire che cosa accomuna tutti gli aspetti di questo termine. Quello che li unisce è a mio parere il concetto di conoscenza, poiché la […]

    A proposito di “Cultura”…

    Molte volte mi è capitato di trovare la parola cultura in diverse situazioni e in diversi campi, però non mi ero mai fermata a pensare a che significato questo concetto avesse, fino a quando non ho iniziato a scrivere quest’articolo. Definire che cos’è la cultura non è sicuramente facile perché questo è un termine molto complesso. Partendo dal presupposto che la parola “cultura” può essere utilizzata in molti ambiti, per comprenderne il significato, secondo me, bisogna capire che cosa accomuna tutti gli aspetti di questo termine. Quello che li unisce è a mio parere il concetto di conoscenza, poiché la […]

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  • Le diverse esperienze dell’economia solidale nascono come reazione valoriale, ma anche concreta e propositiva, nei confronti di una economia giudicata troppo attenta alla crescita della ricchezza e poco alla sua equa distribuzione, più incline alla competizione che alla solidarietà. L’economia solidale rifiuta la massimizzazione del profitto come obiettivo primario delle attività economiche e di sviluppo della società; ritiene, invece, che tale obiettivo vada individuato nel profitto sociale e nell’attenzione al bene comune, cui tutti possono contribuire:  poggia sul concetto di cittadinanza attiva e responsabile e considera di volta in volta l’individuo come cittadino attivo, consumatore critico, risparmiatore consapevole e responsabile. […]

    La finanza etica e l’esperienza di Banca Etica

    Le diverse esperienze dell’economia solidale nascono come reazione valoriale, ma anche concreta e propositiva, nei confronti di una economia giudicata troppo attenta alla crescita della ricchezza e poco alla sua equa distribuzione, più incline alla competizione che alla solidarietà. L’economia solidale rifiuta la massimizzazione del profitto come obiettivo primario delle attività economiche e di sviluppo della società; ritiene, invece, che tale obiettivo vada individuato nel profitto sociale e nell’attenzione al bene comune, cui tutti possono contribuire:  poggia sul concetto di cittadinanza attiva e responsabile e considera di volta in volta l’individuo come cittadino attivo, consumatore critico, risparmiatore consapevole e responsabile. […]

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  • L’economia solidale è un fenomeno complesso, che investe non solo il modo di produrre, ma anche di consumare e di impostare relazioni. Parlarne significa accennare, almeno per stabilire un confronto, anche all’economia tradizionale, neoliberista, che ha nella legge di mercato e nel profitto le sue regole fondamentali. In questa teoria economica, semplificando, altre considerazioni, come i riflessi sociali o gli impatti ambientali della faccenda, sono considerati solo fastidi da scacciare come un pensiero cattivo o da valutare proprio quando non se ne può fare a meno per evitare danni peggiori. Tuttavia questi problemi esistono, si manifestano, condizionano il vivere sociale […]

    Non solo profitti

    L’economia solidale è un fenomeno complesso, che investe non solo il modo di produrre, ma anche di consumare e di impostare relazioni. Parlarne significa accennare, almeno per stabilire un confronto, anche all’economia tradizionale, neoliberista, che ha nella legge di mercato e nel profitto le sue regole fondamentali. In questa teoria economica, semplificando, altre considerazioni, come i riflessi sociali o gli impatti ambientali della faccenda, sono considerati solo fastidi da scacciare come un pensiero cattivo o da valutare proprio quando non se ne può fare a meno per evitare danni peggiori. Tuttavia questi problemi esistono, si manifestano, condizionano il vivere sociale […]

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  • Anno nuovo, nuovi sviluppi e molte possibilità per “La Ruota”. Un punto nodale per lo svolgimento delle attività della nostra Associazione è rappresentato dal recepimento delle proposte di programmazione sin qui avanzate dal pubblico partecipante (e non) alle iniziative precedenti. Ci pare pertanto interessante pubblicare i risultati “preliminari” dello spoglio dei questionari fin qui ricevuti (Novembre – Dicembre 2004). E’ necessario precisare come in tale ottica il discorso non si esaurisca qui: proporremo ancora questionari o inviteremo in altri modi il “pubblico” ad esprimersi nel merito delle attività che svolgiamo. Un buon “feedback”, tanto più se critico, unito alla fiducia […]

    Voci dall’associazione…

    Anno nuovo, nuovi sviluppi e molte possibilità per “La Ruota”. Un punto nodale per lo svolgimento delle attività della nostra Associazione è rappresentato dal recepimento delle proposte di programmazione sin qui avanzate dal pubblico partecipante (e non) alle iniziative precedenti. Ci pare pertanto interessante pubblicare i risultati “preliminari” dello spoglio dei questionari fin qui ricevuti (Novembre – Dicembre 2004). E’ necessario precisare come in tale ottica il discorso non si esaurisca qui: proporremo ancora questionari o inviteremo in altri modi il “pubblico” ad esprimersi nel merito delle attività che svolgiamo. Un buon “feedback”, tanto più se critico, unito alla fiducia […]

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  • da “L’Unità” del 10 Febbraio 2005 «La cultura la fà cascà la dittatura». Una frase che mi è rimasta ferma nel cervello fin dalla mia prima infanzia. La diceva nonna Argelide, contadina socialista, abitava a Volongo, provincia di Cremona, un paese dalle stesse parti di Sesto e Uniti dove è nato Sergio Cofferati. Erano gli anni neri della guerra: 1943, 1944, 1945. A Milano i bombardamenti, mio padre alla guerra in Russia, mia madre operaia della Innocenti ed io, bambina, sfollata a casa della nonna. Libera dalla scuola elementare mi divertivo un mondo a fare la guardiana delle oche che […]

    “La lezione di nonna Argelide”

    da “L’Unità” del 10 Febbraio 2005 «La cultura la fà cascà la dittatura». Una frase che mi è rimasta ferma nel cervello fin dalla mia prima infanzia. La diceva nonna Argelide, contadina socialista, abitava a Volongo, provincia di Cremona, un paese dalle stesse parti di Sesto e Uniti dove è nato Sergio Cofferati. Erano gli anni neri della guerra: 1943, 1944, 1945. A Milano i bombardamenti, mio padre alla guerra in Russia, mia madre operaia della Innocenti ed io, bambina, sfollata a casa della nonna. Libera dalla scuola elementare mi divertivo un mondo a fare la guardiana delle oche che […]

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