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  • Lo scrivo da subito: “La vita di Adele – Capitoli 1 & 2” di Abdellatif Kechiche (liberamente ispirato al romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh) è un film distantissimo dai miei gusti, interessi o idee, ma è un grande film, ed una meritatissima Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes 2013. E non lo è tanto per l’ambientazione o la critica alle classi intellettuali e privilegiate di Lille, quanto per l’incredibile capacità che il regista dimostra ancora una volta (vedi “L’esquive“ o “La graine et le mulet“) nel dirigere i propri interpreti, nello […]

    “La vita di Adele – Capitoli 1 & 2” di Abdellatif Kechiche

    Lo scrivo da subito: “La vita di Adele – Capitoli 1 & 2” di Abdellatif Kechiche (liberamente ispirato al romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh) è un film distantissimo dai miei gusti, interessi o idee, ma è un grande film, ed una meritatissima Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes 2013. E non lo è tanto per l’ambientazione o la critica alle classi intellettuali e privilegiate di Lille, quanto per l’incredibile capacità che il regista dimostra ancora una volta (vedi “L’esquive“ o “La graine et le mulet“) nel dirigere i propri interpreti, nello […]

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  • 14 miliardi di euro di debiti, 100mila risparmiatori truffati. Basterebbero queste crude cifre a spiegare la necessità di un film sul crac Parmalat (il più grande mai avvenuto in Europa). Un film di denuncia, secondo una tradizione di cinema civile come tanti maestri del passato (penso a Rosi, Petri, Montaldo…), non un film d’inchiesta, ma che risponde al fondamentale bisogno di documentazione storica dei nostri tempi, ed in particolare di cosa abbia rappresentato, in certi frangenti, il capitalismo nostrano. In questo senso, il regista Andrea Molaioli, alla sua seconda opera dopo il già apprezzato “La ragazza del lago”, non si […]

    “Il gioiellino” di Andrea Molaioli

    14 miliardi di euro di debiti, 100mila risparmiatori truffati. Basterebbero queste crude cifre a spiegare la necessità di un film sul crac Parmalat (il più grande mai avvenuto in Europa). Un film di denuncia, secondo una tradizione di cinema civile come tanti maestri del passato (penso a Rosi, Petri, Montaldo…), non un film d’inchiesta, ma che risponde al fondamentale bisogno di documentazione storica dei nostri tempi, ed in particolare di cosa abbia rappresentato, in certi frangenti, il capitalismo nostrano. In questo senso, il regista Andrea Molaioli, alla sua seconda opera dopo il già apprezzato “La ragazza del lago”, non si […]

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  • Per la consueta rubrica di cinema, voglio parlare di un regista a mio avviso imprenscindibile nel panorama europeo contemporaneo, poco noto ai più, ma molto amato tra critici e cinéphiles. Béla Tarr, classe 1955, ungherese di Pécs, da anni persegue l’ideale di un cinema alternativo ai prodotti di largo consumo. E lo fa scardinando tutte le regole base di ciò che il mercato oggi per lo più propone, e cioè: evitando le trame semplici e prevedibili  od eccessivamente bizzarre ed arzigogolate di molte supposte “pellicole originali”; evitando l’utilizzo di dialoghi e linguaggi eccessivamente banali ed elementari (talora anzi si dilunga […]

    “Werckmeister harmóniák” di Béla Tarr

    Per la consueta rubrica di cinema, voglio parlare di un regista a mio avviso imprenscindibile nel panorama europeo contemporaneo, poco noto ai più, ma molto amato tra critici e cinéphiles. Béla Tarr, classe 1955, ungherese di Pécs, da anni persegue l’ideale di un cinema alternativo ai prodotti di largo consumo. E lo fa scardinando tutte le regole base di ciò che il mercato oggi per lo più propone, e cioè: evitando le trame semplici e prevedibili  od eccessivamente bizzarre ed arzigogolate di molte supposte “pellicole originali”; evitando l’utilizzo di dialoghi e linguaggi eccessivamente banali ed elementari (talora anzi si dilunga […]

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  • Impossibile prescindere dal regista per parlare di questo film. Lars Von Trier: cosa dire su quest’uomo che non sia già stato detto? Provocatore, genio, venduto al mercato, fallito, arrogante, pervertito… Personaggio quantomai controverso, fuori dagli schemi del sistema filmico, ma contemporaneamente così addentro al sistema filmico da capire perfettamente quali leve toccare per promuovere i suoi lavori. Le sue poliedricità ed irriverenza, la sua ossessione per le regole, la sue fobie, ne fanno un artista che spicca per meriti (ha contribuito a risollevare l’asfittico cinema danese degli anni ’90 e posto le basi per un certo tipo di cinema europeo, […]

    “Antichrist” di Lars Von Trìer

    Impossibile prescindere dal regista per parlare di questo film. Lars Von Trier: cosa dire su quest’uomo che non sia già stato detto? Provocatore, genio, venduto al mercato, fallito, arrogante, pervertito… Personaggio quantomai controverso, fuori dagli schemi del sistema filmico, ma contemporaneamente così addentro al sistema filmico da capire perfettamente quali leve toccare per promuovere i suoi lavori. Le sue poliedricità ed irriverenza, la sua ossessione per le regole, la sue fobie, ne fanno un artista che spicca per meriti (ha contribuito a risollevare l’asfittico cinema danese degli anni ’90 e posto le basi per un certo tipo di cinema europeo, […]

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  •   “Un vero rivoluzionario è guidato da un grande sentimento d’amore: amore per l’umanità, amore per la giustizia e per la verità”. Ernesto Guevara Film fortemente voluto dall’attore Benicio Del Toro (che ne è anche co-produttore assieme a Laura Beckford), peraltro giustamente premiato per la sua interpretazione al 61esimo festival di Cannes (2008), ispirato direttamente ai diari del compagno Guevara (Diario della rivoluzione cubana e Diario in Bolivia), scritto dal fidato Peter Buchman, il penultimo lavoro dell’eclettico Steven Soderbergh (regista che con assoluta naturalezza passa da film indipendenti a mega produzioni hollywoodiane), è di dificile valutazione critica. Di sicuro è […]

    “Che” di Steven Soderbergh

      “Un vero rivoluzionario è guidato da un grande sentimento d’amore: amore per l’umanità, amore per la giustizia e per la verità”. Ernesto Guevara Film fortemente voluto dall’attore Benicio Del Toro (che ne è anche co-produttore assieme a Laura Beckford), peraltro giustamente premiato per la sua interpretazione al 61esimo festival di Cannes (2008), ispirato direttamente ai diari del compagno Guevara (Diario della rivoluzione cubana e Diario in Bolivia), scritto dal fidato Peter Buchman, il penultimo lavoro dell’eclettico Steven Soderbergh (regista che con assoluta naturalezza passa da film indipendenti a mega produzioni hollywoodiane), è di dificile valutazione critica. Di sicuro è […]

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  • Periferia parigina, una scuola media, una classe, un professore di francese. Così si potrebbe riassumere l’intera vicenda del film di Laurent Cantet, Palma d’oro a sorpresa all’ultimo festival di Cannes (2008). “La classe”, o il più appropriato titolo originale “Entre les murs”, si basa sul romanzo-diario di François Bégaudeau, giovane professore della scuola “Françoise Dolto” del XXème arrondissement di Parigi, nel quale racconta la propria esperienza di insegnante alle prese con una classe multietnica, percorsa da inquietudini, difficoltà linguistiche, disparità sociali e conflitti nemmeno troppo latenti. Bégaudeau, oltre che autore del romanzo, collabora alla sceneggiatura ed è l’interprete principale del […]

    “Entre les murs” di Laurent Cantet

    Periferia parigina, una scuola media, una classe, un professore di francese. Così si potrebbe riassumere l’intera vicenda del film di Laurent Cantet, Palma d’oro a sorpresa all’ultimo festival di Cannes (2008). “La classe”, o il più appropriato titolo originale “Entre les murs”, si basa sul romanzo-diario di François Bégaudeau, giovane professore della scuola “Françoise Dolto” del XXème arrondissement di Parigi, nel quale racconta la propria esperienza di insegnante alle prese con una classe multietnica, percorsa da inquietudini, difficoltà linguistiche, disparità sociali e conflitti nemmeno troppo latenti. Bégaudeau, oltre che autore del romanzo, collabora alla sceneggiatura ed è l’interprete principale del […]

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  • La cosa più curiosa del pluripremiato “No country for old men” (in italiano “Non è un paese per vecchi”), l’ultimo film dei fratelli Coen che ha vinto ben 4 Academy Awards, tra cui migliore film, migliore regia e migliore sceneggiatura non originale, oltre al miglior attore non protagonista Javier Bardem, è che forse è il film meno “coeniano” della loro carriera. Quantomeno per la sceneggiatura, non originale, tratta dall’omonimo romanzo di Cornan McCarthy, o per la scarsezza di quegli elementi tipici dei loro film (lo humour nero, le paranoie, le situazioni surreali e le battute al fulmicotone), ma soprattutto per […]

    “No Country For Old Men” di Joel e Ethan Coen

    La cosa più curiosa del pluripremiato “No country for old men” (in italiano “Non è un paese per vecchi”), l’ultimo film dei fratelli Coen che ha vinto ben 4 Academy Awards, tra cui migliore film, migliore regia e migliore sceneggiatura non originale, oltre al miglior attore non protagonista Javier Bardem, è che forse è il film meno “coeniano” della loro carriera. Quantomeno per la sceneggiatura, non originale, tratta dall’omonimo romanzo di Cornan McCarthy, o per la scarsezza di quegli elementi tipici dei loro film (lo humour nero, le paranoie, le situazioni surreali e le battute al fulmicotone), ma soprattutto per […]

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  • E’ difficile parlare dell’ultima (dodicesima) fatica di Gus Van Sant, regista parecchio controverso, tra sonanti detrattori e sconfinati ammiratori, senza inquadrare in qualche maniera la carriera dell’autore. Noto al grande pubblico per film quali: “Will Hunting genio ribelle” (1997) e “Scoprendo Forrester” (2000), il regista americano ha operato una vera e propria svolta stilistica a partire da quel “Gerry” che nel 2002 diede avvio ad un’ideale “trilogia della morte” e che lo fece apprezzare dai cinefili più navigati, per lo smaccato allontanamento dai precedenti lavori, più commercialmente orientati. “Gerry” è una storia minimalista, di evidente ispirazione “belatarriana” (campi lunghi, primissimi […]

    “Paranoid Park” di Gus Van Sant

    E’ difficile parlare dell’ultima (dodicesima) fatica di Gus Van Sant, regista parecchio controverso, tra sonanti detrattori e sconfinati ammiratori, senza inquadrare in qualche maniera la carriera dell’autore. Noto al grande pubblico per film quali: “Will Hunting genio ribelle” (1997) e “Scoprendo Forrester” (2000), il regista americano ha operato una vera e propria svolta stilistica a partire da quel “Gerry” che nel 2002 diede avvio ad un’ideale “trilogia della morte” e che lo fece apprezzare dai cinefili più navigati, per lo smaccato allontanamento dai precedenti lavori, più commercialmente orientati. “Gerry” è una storia minimalista, di evidente ispirazione “belatarriana” (campi lunghi, primissimi […]

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  • Babel è la 3a prova del virtuoso Alejandro González Iñàrritu, giovane regista messicano, già autore di “Amores Perros” e del fortunato “21 grammi”. Il film, presentato quest’anno a Cannes ha vinto il premio per la miglior regia, sfiorando la Palma d’Oro (almeno così dicono le cronache, mentre la palma più ambita è andata a Ken Loach). Contrariamente al precedente “21 grammi”, Babel convince di più: è sempre un film corale e “ossessivamente” girato (ricchi cambi di macchina, campi lunghi ed impietosi primi piani), che mantiene una cura direi quasi maniacale per la fotografia e l’ormai solito “gioco ad incastri” della […]

    “Babel” di Alejandro González Iñárritu

    Babel è la 3a prova del virtuoso Alejandro González Iñàrritu, giovane regista messicano, già autore di “Amores Perros” e del fortunato “21 grammi”. Il film, presentato quest’anno a Cannes ha vinto il premio per la miglior regia, sfiorando la Palma d’Oro (almeno così dicono le cronache, mentre la palma più ambita è andata a Ken Loach). Contrariamente al precedente “21 grammi”, Babel convince di più: è sempre un film corale e “ossessivamente” girato (ricchi cambi di macchina, campi lunghi ed impietosi primi piani), che mantiene una cura direi quasi maniacale per la fotografia e l’ormai solito “gioco ad incastri” della […]

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  • Non sembra neanche un film di Woody Allen, questo “Match Point”, pur essendo un film profondamente “alleniano”. Il film è ottimamente diretto ed interpretato, con dialoghi che nella prima parte sfiorano la perfezione tanto son calzanti e con attori perfettamente a loro agio nei panni di borghesi viziatelli o di moderni parvenu senza scrupoli. Il protagonista Chris (Jonathan Rhys Meyers) in particolare è una summa crescente di abilità interpersonali, passioni, nevrosi e varie disturbanze; impressionante per l’interpretazione ma soprattutto per il ruolo: un mix grottesco di attrazione – detrazione che volgerà al chiaro solo in finale d’opera. Anche le trovate […]

    “Match Point” di Woody Allen

    Non sembra neanche un film di Woody Allen, questo “Match Point”, pur essendo un film profondamente “alleniano”. Il film è ottimamente diretto ed interpretato, con dialoghi che nella prima parte sfiorano la perfezione tanto son calzanti e con attori perfettamente a loro agio nei panni di borghesi viziatelli o di moderni parvenu senza scrupoli. Il protagonista Chris (Jonathan Rhys Meyers) in particolare è una summa crescente di abilità interpersonali, passioni, nevrosi e varie disturbanze; impressionante per l’interpretazione ma soprattutto per il ruolo: un mix grottesco di attrazione – detrazione che volgerà al chiaro solo in finale d’opera. Anche le trovate […]

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