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  • (San Stino di Livenza, 1909 – Treviso, 1982) INSOGNO AZURO Ancùo son contento, vorìa far ‘na poesia liziera come l’è ‘sto primo sol de istà che’l s’ha levà bonora e de bona voia come ‘na massera che spalanca i veri a l’aria pura. Ma la pena resta ferma, el folio bianco, la volontà se nina fra el far e no far,pian,pianpianìn, in un insogno azuro. Anca mi ancùo me sinte drento come ‘na massera che slarga i brassi e la se senta dopo che l’ha netà tuta la casa. CO POCHE PAROE Co poche paroe far poesia granda come’l sass […]

    Un poeta: Romano Pascutto

    (San Stino di Livenza, 1909 – Treviso, 1982) INSOGNO AZURO Ancùo son contento, vorìa far ‘na poesia liziera come l’è ‘sto primo sol de istà che’l s’ha levà bonora e de bona voia come ‘na massera che spalanca i veri a l’aria pura. Ma la pena resta ferma, el folio bianco, la volontà se nina fra el far e no far,pian,pianpianìn, in un insogno azuro. Anca mi ancùo me sinte drento come ‘na massera che slarga i brassi e la se senta dopo che l’ha netà tuta la casa. CO POCHE PAROE Co poche paroe far poesia granda come’l sass […]

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  • Riceviamo e volentieri pubblichiamo… Caro diario, la scuola è cominciata da più di quattro mesi e ti confesso che sono cambiate un po’ di cose. Il mio primo giorno di scuola, il mio primo giorno alle medie, perchè questa è la novità, non è stato brutto, a dire il vero lo pensavo peggio. Arrivata a scuola, stavo aspettando, un po’ intimidita, di entrare in classe. Non sapevo come funzionava, quindi mi guardavo attorno per capire cosa avrebbero fatto gli altri per poi imitarli. Ad un tratto una voce gridò: “Mettetevi in fila”. Io e quelli che sarebbero stati i miei […]

    Sempre a proposito di scuola…

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo… Caro diario, la scuola è cominciata da più di quattro mesi e ti confesso che sono cambiate un po’ di cose. Il mio primo giorno di scuola, il mio primo giorno alle medie, perchè questa è la novità, non è stato brutto, a dire il vero lo pensavo peggio. Arrivata a scuola, stavo aspettando, un po’ intimidita, di entrare in classe. Non sapevo come funzionava, quindi mi guardavo attorno per capire cosa avrebbero fatto gli altri per poi imitarli. Ad un tratto una voce gridò: “Mettetevi in fila”. Io e quelli che sarebbero stati i miei […]

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  • Consigli utili: come sopravvivere a B&B (Riportiamo alcuni suggerimenti sintetici del giornalista Roberto Cotroneo ai delusi del 15 aprile da qui fino al 2013.) Evitare le trasmissioni televisive politiche. Darsi un’anima internazionale evitando con cura le prime tre pagine di qualsiasi quotidiano e i primi 15 minuti dei telegiornali. Pensare il meno possibile. Evitare le vacanze in luoghi amministrati dal centro sinistra e dal centro destra; meglio starsene a casa. Molta natura: la natura funziona sempre, e soprattutto non l’ha inventata Berlusconi. Evitare le passeggiate per la pianura padana, lungo il Po e la Costa Smeralda. Trovarsi un hobby o […]

    Agli elettori mancini!

    Consigli utili: come sopravvivere a B&B (Riportiamo alcuni suggerimenti sintetici del giornalista Roberto Cotroneo ai delusi del 15 aprile da qui fino al 2013.) Evitare le trasmissioni televisive politiche. Darsi un’anima internazionale evitando con cura le prime tre pagine di qualsiasi quotidiano e i primi 15 minuti dei telegiornali. Pensare il meno possibile. Evitare le vacanze in luoghi amministrati dal centro sinistra e dal centro destra; meglio starsene a casa. Molta natura: la natura funziona sempre, e soprattutto non l’ha inventata Berlusconi. Evitare le passeggiate per la pianura padana, lungo il Po e la Costa Smeralda. Trovarsi un hobby o […]

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  • Riceviamo e volentieri pubblichiamo… 7:55. prima campanella. Ancora nessuno all’orizzonte. 8:00. Seconda campana. Una mandria di giovani colorati si riversa in classe, sulle spalle l’Eastpack, in mano l’amato espresso della macchinetta. Tra i visi assonnati si può già scorgere il terrore del compito della quinta ora, quel terrore che si prova quando si sa di non sapere. Per fortuna a scuola, almeno in quella, ci si aiuta ancora. Un matematico impertinente spiega ad un capannello di compagni la formula della circonferenza; un altro decanta Parini; una compagna declina gli aggettivi in tedesco. Pian piano le menti si animano, i pensieri […]

    Metti una mattina a scuola…

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo… 7:55. prima campanella. Ancora nessuno all’orizzonte. 8:00. Seconda campana. Una mandria di giovani colorati si riversa in classe, sulle spalle l’Eastpack, in mano l’amato espresso della macchinetta. Tra i visi assonnati si può già scorgere il terrore del compito della quinta ora, quel terrore che si prova quando si sa di non sapere. Per fortuna a scuola, almeno in quella, ci si aiuta ancora. Un matematico impertinente spiega ad un capannello di compagni la formula della circonferenza; un altro decanta Parini; una compagna declina gli aggettivi in tedesco. Pian piano le menti si animano, i pensieri […]

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  • Torniamo ancora una volta indietro nel tempo, per l’esattezza al 1930, alla casa-tipo di quegli anni e ai suoi abitanti. Ci troviamo i nonni, gli zii, i figli e i figli dei figli… Le figlie femmine, sposandosi uscivano di casa, i maschi invece portavano in casa le proprie mogli e avevano il diritto ad avere una camera tutta per loro, una vera conquista, visto che fino a quel momento erano vissuti in promiscuità con fratelli e cugini. Che meraviglia, ai miei occhi di bambina, quella stanza! Ecco il bel comò, sormontato dalla specchiera, spesso intarsiata con gusto, sul cui ripiano […]

    La ciàmbara dei nùvis (la stanza da letto degli sposi)

    Torniamo ancora una volta indietro nel tempo, per l’esattezza al 1930, alla casa-tipo di quegli anni e ai suoi abitanti. Ci troviamo i nonni, gli zii, i figli e i figli dei figli… Le figlie femmine, sposandosi uscivano di casa, i maschi invece portavano in casa le proprie mogli e avevano il diritto ad avere una camera tutta per loro, una vera conquista, visto che fino a quel momento erano vissuti in promiscuità con fratelli e cugini. Che meraviglia, ai miei occhi di bambina, quella stanza! Ecco il bel comò, sormontato dalla specchiera, spesso intarsiata con gusto, sul cui ripiano […]

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  • Maledeta chê volta Maledeta chê volta ch’ài tacât a scrîve no parceche al é mal scrîve ma parceche era maledeta chê volta che ère belsoul e vaîve e par chist ‘e scrivêve. Maledetta la volta Maledetto il giorno/in cui ho cominciato a scrivere/ non perchè/ sia male scrivere/ ma perchè/ era un giorno maledetto/ quello in cui ero solo / e piangevo/ e per questo/ scrivevo. Ninuta Lu farêstu l’amour cu li mê poesies ? Cuala te plàse de pì ? Cun cuala te plasarèssal zî pì volanteir a liet? Cuala al gjolde cuala no postu fâ de mancu, cuala […]

    Federico Tavan

    Maledeta chê volta Maledeta chê volta ch’ài tacât a scrîve no parceche al é mal scrîve ma parceche era maledeta chê volta che ère belsoul e vaîve e par chist ‘e scrivêve. Maledetta la volta Maledetto il giorno/in cui ho cominciato a scrivere/ non perchè/ sia male scrivere/ ma perchè/ era un giorno maledetto/ quello in cui ero solo / e piangevo/ e per questo/ scrivevo. Ninuta Lu farêstu l’amour cu li mê poesies ? Cuala te plàse de pì ? Cun cuala te plasarèssal zî pì volanteir a liet? Cuala al gjolde cuala no postu fâ de mancu, cuala […]

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  • Te si dentro Te si dentro e no te trovo te si fora e no te trovo te si da par tuto fra tute le robe del mondo le pigne le piaghe le stringhe le ongie le franze che sponze le pignate de marenghi remenghi le patate sgionfe de sono e me poro nono e no te trovo. Ti che te si fra mi e mi no te vedo no te trovo no te trovo. La scelta Tra quel che xe fora e quel che xe drento tra quel che xe nudo e quel che xe vestìo tra quel che […]

    Ernesto Calzavara

    Te si dentro Te si dentro e no te trovo te si fora e no te trovo te si da par tuto fra tute le robe del mondo le pigne le piaghe le stringhe le ongie le franze che sponze le pignate de marenghi remenghi le patate sgionfe de sono e me poro nono e no te trovo. Ti che te si fra mi e mi no te vedo no te trovo no te trovo. La scelta Tra quel che xe fora e quel che xe drento tra quel che xe nudo e quel che xe vestìo tra quel che […]

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  • Nell’immediato dopoguerra, negli anni che vanno, grosso modo, dal ‘45 al ‘55, sia il rinfresco, sia il pranzo di nozze venivano fatti in casa; naturalmente, per l’occasione si mobilitava tutto il vicinato con richieste di tovaglie, tovaglioli, posate, pentole, piatti, bicchieri e bicchierini, il tutto rigorosamente contrassegnato, onde evitare litigi quando avveniva la restituzione. Le liti però nascevano lo stesso, regolarmente, vista la furbizia delle donne, che non aspettavano momento migliore per poter scambiare, ad es., un tovagliolo macchiato con uno  perfettamente pulito. I preparativi incominciavano una quindicina di giorni prima della data prefissata; i genitori degli sposi si riunivano […]

    Il past (il pranzo di nozze)

    Nell’immediato dopoguerra, negli anni che vanno, grosso modo, dal ‘45 al ‘55, sia il rinfresco, sia il pranzo di nozze venivano fatti in casa; naturalmente, per l’occasione si mobilitava tutto il vicinato con richieste di tovaglie, tovaglioli, posate, pentole, piatti, bicchieri e bicchierini, il tutto rigorosamente contrassegnato, onde evitare litigi quando avveniva la restituzione. Le liti però nascevano lo stesso, regolarmente, vista la furbizia delle donne, che non aspettavano momento migliore per poter scambiare, ad es., un tovagliolo macchiato con uno  perfettamente pulito. I preparativi incominciavano una quindicina di giorni prima della data prefissata; i genitori degli sposi si riunivano […]

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  • Nuvole disordinate Nuvole disordinate sono i pensieri sillabe spezzate il vento mette in fila nuvole di canto se sei il cielo disteso nell’azzurro completamente bianco. da “Con respiro lieve” per Alda Merini Crescono da sole le figlie della notte devo metterle al mondo Ogni poeta lava il suo pensiero, Mia Signora e la mia acqua è ancora così colorata…. da “Con respiro lieve” [print_link]

    Sandra Torresani

    Nuvole disordinate Nuvole disordinate sono i pensieri sillabe spezzate il vento mette in fila nuvole di canto se sei il cielo disteso nell’azzurro completamente bianco. da “Con respiro lieve” per Alda Merini Crescono da sole le figlie della notte devo metterle al mondo Ogni poeta lava il suo pensiero, Mia Signora e la mia acqua è ancora così colorata…. da “Con respiro lieve” [print_link]

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  • Il verme “Quel verme che osservo dal balcone strisciare per terra sotto gli occhi mi fa venire in mente la notizia, letta stamane sul giornale, del suicidio del famoso principe Lana. Perchè il principe Lana che possedeva beni, cariche,amici, donne, si è suicidato, mentre i vermi e gli altri animali di infimo ordine, che fanno una vita così misera, non si suicidano? Forse perchè il principe Lama non era un verme?! O perchè non voleva essere tale, mentre l’inesorabile legge della vita lo spingeva verso l’infimo ordine?! (Ma ciò non è esatto, dato che il principe Lana non aveva dissesti). […]

    Mentore Romani

    Il verme “Quel verme che osservo dal balcone strisciare per terra sotto gli occhi mi fa venire in mente la notizia, letta stamane sul giornale, del suicidio del famoso principe Lana. Perchè il principe Lana che possedeva beni, cariche,amici, donne, si è suicidato, mentre i vermi e gli altri animali di infimo ordine, che fanno una vita così misera, non si suicidano? Forse perchè il principe Lama non era un verme?! O perchè non voleva essere tale, mentre l’inesorabile legge della vita lo spingeva verso l’infimo ordine?! (Ma ciò non è esatto, dato che il principe Lana non aveva dissesti). […]

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