Cinema Archivi

  • A mezzanotte la proiezione dell’ultimo film in concorso, lo spagnolo “Juan con miedo” di Daniel Romero, di cui ricordo poco, sarà stata l’ora, la mancanza di sottotitoli e la mia bassa propensione per le lingue, ma non sono riuscito pienamente a cogliere il succo della trama. Sicuramente apprezzabili la cura della messa in scena, la tecnica e la scelta di dirigere dei bambini (non certo semplice), però di questa maledizione in questa casa abbandonata con questo fantasma non sono riuscito a cogliere granché, se non che mi è sembrato tutto un bel po’ stereotipato e a tratti pacchiano… Non mi […]

    “Juan con miedo” di Daniel Romero

    A mezzanotte la proiezione dell’ultimo film in concorso, lo spagnolo “Juan con miedo” di Daniel Romero, di cui ricordo poco, sarà stata l’ora, la mancanza di sottotitoli e la mia bassa propensione per le lingue, ma non sono riuscito pienamente a cogliere il succo della trama. Sicuramente apprezzabili la cura della messa in scena, la tecnica e la scelta di dirigere dei bambini (non certo semplice), però di questa maledizione in questa casa abbandonata con questo fantasma non sono riuscito a cogliere granché, se non che mi è sembrato tutto un bel po’ stereotipato e a tratti pacchiano… Non mi […]

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  • Controverso il terzo film della serata: “Darkness Within” dell’italo-inglese James Kendall, peraltro tra i più lunghi (20 minuti), con il quale svoltiamo proprio pagina, sia da un punto di vista formale che meramente tecnico. Progetto pensato per il diploma di regia cinematografica alla London Film School, datato 2009, girato interamente a Berlino per ragioni economiche (a detta del regista), il film è un thriller claustrofobico che si tramuta via via in un horror movie splatter, pur mantenendo le caratteristiche estetiche di cui al principio. La storia è piuttosto semplice: racconta il rientro a casa di una coppia borghese (Marc e […]

    “Darkness within” di James Kendall

    Controverso il terzo film della serata: “Darkness Within” dell’italo-inglese James Kendall, peraltro tra i più lunghi (20 minuti), con il quale svoltiamo proprio pagina, sia da un punto di vista formale che meramente tecnico. Progetto pensato per il diploma di regia cinematografica alla London Film School, datato 2009, girato interamente a Berlino per ragioni economiche (a detta del regista), il film è un thriller claustrofobico che si tramuta via via in un horror movie splatter, pur mantenendo le caratteristiche estetiche di cui al principio. La storia è piuttosto semplice: racconta il rientro a casa di una coppia borghese (Marc e […]

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  • 14 miliardi di euro di debiti, 100mila risparmiatori truffati. Basterebbero queste crude cifre a spiegare la necessità di un film sul crac Parmalat (il più grande mai avvenuto in Europa). Un film di denuncia, secondo una tradizione di cinema civile come tanti maestri del passato (penso a Rosi, Petri, Montaldo…), non un film d’inchiesta, ma che risponde al fondamentale bisogno di documentazione storica dei nostri tempi, ed in particolare di cosa abbia rappresentato, in certi frangenti, il capitalismo nostrano. In questo senso, il regista Andrea Molaioli, alla sua seconda opera dopo il già apprezzato “La ragazza del lago”, non si […]

    “Il gioiellino” di Andrea Molaioli

    14 miliardi di euro di debiti, 100mila risparmiatori truffati. Basterebbero queste crude cifre a spiegare la necessità di un film sul crac Parmalat (il più grande mai avvenuto in Europa). Un film di denuncia, secondo una tradizione di cinema civile come tanti maestri del passato (penso a Rosi, Petri, Montaldo…), non un film d’inchiesta, ma che risponde al fondamentale bisogno di documentazione storica dei nostri tempi, ed in particolare di cosa abbia rappresentato, in certi frangenti, il capitalismo nostrano. In questo senso, il regista Andrea Molaioli, alla sua seconda opera dopo il già apprezzato “La ragazza del lago”, non si […]

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  • Per la consueta rubrica di cinema, voglio parlare di un regista a mio avviso imprenscindibile nel panorama europeo contemporaneo, poco noto ai più, ma molto amato tra critici e cinéphiles. Béla Tarr, classe 1955, ungherese di Pécs, da anni persegue l’ideale di un cinema alternativo ai prodotti di largo consumo. E lo fa scardinando tutte le regole base di ciò che il mercato oggi per lo più propone, e cioè: evitando le trame semplici e prevedibili  od eccessivamente bizzarre ed arzigogolate di molte supposte “pellicole originali”; evitando l’utilizzo di dialoghi e linguaggi eccessivamente banali ed elementari (talora anzi si dilunga […]

    “Werckmeister harmóniák” di Béla Tarr

    Per la consueta rubrica di cinema, voglio parlare di un regista a mio avviso imprenscindibile nel panorama europeo contemporaneo, poco noto ai più, ma molto amato tra critici e cinéphiles. Béla Tarr, classe 1955, ungherese di Pécs, da anni persegue l’ideale di un cinema alternativo ai prodotti di largo consumo. E lo fa scardinando tutte le regole base di ciò che il mercato oggi per lo più propone, e cioè: evitando le trame semplici e prevedibili  od eccessivamente bizzarre ed arzigogolate di molte supposte “pellicole originali”; evitando l’utilizzo di dialoghi e linguaggi eccessivamente banali ed elementari (talora anzi si dilunga […]

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  • Impossibile prescindere dal regista per parlare di questo film. Lars Von Trier: cosa dire su quest’uomo che non sia già stato detto? Provocatore, genio, venduto al mercato, fallito, arrogante, pervertito… Personaggio quantomai controverso, fuori dagli schemi del sistema filmico, ma contemporaneamente così addentro al sistema filmico da capire perfettamente quali leve toccare per promuovere i suoi lavori. Le sue poliedricità ed irriverenza, la sua ossessione per le regole, la sue fobie, ne fanno un artista che spicca per meriti (ha contribuito a risollevare l’asfittico cinema danese degli anni ’90 e posto le basi per un certo tipo di cinema europeo, […]

    “Antichrist” di Lars Von Trìer

    Impossibile prescindere dal regista per parlare di questo film. Lars Von Trier: cosa dire su quest’uomo che non sia già stato detto? Provocatore, genio, venduto al mercato, fallito, arrogante, pervertito… Personaggio quantomai controverso, fuori dagli schemi del sistema filmico, ma contemporaneamente così addentro al sistema filmico da capire perfettamente quali leve toccare per promuovere i suoi lavori. Le sue poliedricità ed irriverenza, la sua ossessione per le regole, la sue fobie, ne fanno un artista che spicca per meriti (ha contribuito a risollevare l’asfittico cinema danese degli anni ’90 e posto le basi per un certo tipo di cinema europeo, […]

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  •   “Un vero rivoluzionario è guidato da un grande sentimento d’amore: amore per l’umanità, amore per la giustizia e per la verità”. Ernesto Guevara Film fortemente voluto dall’attore Benicio Del Toro (che ne è anche co-produttore assieme a Laura Beckford), peraltro giustamente premiato per la sua interpretazione al 61esimo festival di Cannes (2008), ispirato direttamente ai diari del compagno Guevara (Diario della rivoluzione cubana e Diario in Bolivia), scritto dal fidato Peter Buchman, il penultimo lavoro dell’eclettico Steven Soderbergh (regista che con assoluta naturalezza passa da film indipendenti a mega produzioni hollywoodiane), è di dificile valutazione critica. Di sicuro è […]

    “Che” di Steven Soderbergh

      “Un vero rivoluzionario è guidato da un grande sentimento d’amore: amore per l’umanità, amore per la giustizia e per la verità”. Ernesto Guevara Film fortemente voluto dall’attore Benicio Del Toro (che ne è anche co-produttore assieme a Laura Beckford), peraltro giustamente premiato per la sua interpretazione al 61esimo festival di Cannes (2008), ispirato direttamente ai diari del compagno Guevara (Diario della rivoluzione cubana e Diario in Bolivia), scritto dal fidato Peter Buchman, il penultimo lavoro dell’eclettico Steven Soderbergh (regista che con assoluta naturalezza passa da film indipendenti a mega produzioni hollywoodiane), è di dificile valutazione critica. Di sicuro è […]

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  • Periferia parigina, una scuola media, una classe, un professore di francese. Così si potrebbe riassumere l’intera vicenda del film di Laurent Cantet, Palma d’oro a sorpresa all’ultimo festival di Cannes (2008). “La classe”, o il più appropriato titolo originale “Entre les murs”, si basa sul romanzo-diario di François Bégaudeau, giovane professore della scuola “Françoise Dolto” del XXème arrondissement di Parigi, nel quale racconta la propria esperienza di insegnante alle prese con una classe multietnica, percorsa da inquietudini, difficoltà linguistiche, disparità sociali e conflitti nemmeno troppo latenti. Bégaudeau, oltre che autore del romanzo, collabora alla sceneggiatura ed è l’interprete principale del […]

    “Entre les murs” di Laurent Cantet

    Periferia parigina, una scuola media, una classe, un professore di francese. Così si potrebbe riassumere l’intera vicenda del film di Laurent Cantet, Palma d’oro a sorpresa all’ultimo festival di Cannes (2008). “La classe”, o il più appropriato titolo originale “Entre les murs”, si basa sul romanzo-diario di François Bégaudeau, giovane professore della scuola “Françoise Dolto” del XXème arrondissement di Parigi, nel quale racconta la propria esperienza di insegnante alle prese con una classe multietnica, percorsa da inquietudini, difficoltà linguistiche, disparità sociali e conflitti nemmeno troppo latenti. Bégaudeau, oltre che autore del romanzo, collabora alla sceneggiatura ed è l’interprete principale del […]

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  • La cosa più curiosa del pluripremiato “No country for old men” (in italiano “Non è un paese per vecchi”), l’ultimo film dei fratelli Coen che ha vinto ben 4 Academy Awards, tra cui migliore film, migliore regia e migliore sceneggiatura non originale, oltre al miglior attore non protagonista Javier Bardem, è che forse è il film meno “coeniano” della loro carriera. Quantomeno per la sceneggiatura, non originale, tratta dall’omonimo romanzo di Cornan McCarthy, o per la scarsezza di quegli elementi tipici dei loro film (lo humour nero, le paranoie, le situazioni surreali e le battute al fulmicotone), ma soprattutto per […]

    “No Country For Old Men” di Joel e Ethan Coen

    La cosa più curiosa del pluripremiato “No country for old men” (in italiano “Non è un paese per vecchi”), l’ultimo film dei fratelli Coen che ha vinto ben 4 Academy Awards, tra cui migliore film, migliore regia e migliore sceneggiatura non originale, oltre al miglior attore non protagonista Javier Bardem, è che forse è il film meno “coeniano” della loro carriera. Quantomeno per la sceneggiatura, non originale, tratta dall’omonimo romanzo di Cornan McCarthy, o per la scarsezza di quegli elementi tipici dei loro film (lo humour nero, le paranoie, le situazioni surreali e le battute al fulmicotone), ma soprattutto per […]

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  • E’ difficile parlare dell’ultima (dodicesima) fatica di Gus Van Sant, regista parecchio controverso, tra sonanti detrattori e sconfinati ammiratori, senza inquadrare in qualche maniera la carriera dell’autore. Noto al grande pubblico per film quali: “Will Hunting genio ribelle” (1997) e “Scoprendo Forrester” (2000), il regista americano ha operato una vera e propria svolta stilistica a partire da quel “Gerry” che nel 2002 diede avvio ad un’ideale “trilogia della morte” e che lo fece apprezzare dai cinefili più navigati, per lo smaccato allontanamento dai precedenti lavori, più commercialmente orientati. “Gerry” è una storia minimalista, di evidente ispirazione “belatarriana” (campi lunghi, primissimi […]

    “Paranoid Park” di Gus Van Sant

    E’ difficile parlare dell’ultima (dodicesima) fatica di Gus Van Sant, regista parecchio controverso, tra sonanti detrattori e sconfinati ammiratori, senza inquadrare in qualche maniera la carriera dell’autore. Noto al grande pubblico per film quali: “Will Hunting genio ribelle” (1997) e “Scoprendo Forrester” (2000), il regista americano ha operato una vera e propria svolta stilistica a partire da quel “Gerry” che nel 2002 diede avvio ad un’ideale “trilogia della morte” e che lo fece apprezzare dai cinefili più navigati, per lo smaccato allontanamento dai precedenti lavori, più commercialmente orientati. “Gerry” è una storia minimalista, di evidente ispirazione “belatarriana” (campi lunghi, primissimi […]

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  • Vincitore del Leone d’oro all’ultima mostra del cinema di Venezia, il film “a sorpresa” della sezione in concorso, Still Life del 37enne Jia Zhang-Ke non è un film facile, e come altre opere di cineasti cinesi indipendenti, non ha avuto vita facile, in patria (pur avendo ottenuto l’approvazione della State Administration of Radio, Film and Television). Non è un film facile per il pubblico occidentale, perchè in alcun modo cerca di “strizzare l’occhio” allo spettatore, né da un punto di vista meramente emotivo, nè da un punto di vista “epico” (alla Zhang Yimou, per intendersi). Non è un film di […]

    L’altra faccia dello sviluppo cinese… “Still Life” di Jia Zhang-Ke

    Vincitore del Leone d’oro all’ultima mostra del cinema di Venezia, il film “a sorpresa” della sezione in concorso, Still Life del 37enne Jia Zhang-Ke non è un film facile, e come altre opere di cineasti cinesi indipendenti, non ha avuto vita facile, in patria (pur avendo ottenuto l’approvazione della State Administration of Radio, Film and Television). Non è un film facile per il pubblico occidentale, perchè in alcun modo cerca di “strizzare l’occhio” allo spettatore, né da un punto di vista meramente emotivo, nè da un punto di vista “epico” (alla Zhang Yimou, per intendersi). Non è un film di […]

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