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“I miei amori di-versi in… versi” di Cristina Della Bianca

La Ruota, dopo una lunga pausa, riprende la sua attività con la presentazione, il 16 settembre 2023 alle ore 18, a Villa Ronzani di Giai di Gruaro, del libro di poesie “Amori di-versi in versi” di Cristina Della Bianca, autrice al suo esordio.

Cristina Della Bianca è una giovane donna, nostra concittadina, poetessa per passione , passione la sua che “si rivela il porto sicuro in cui rifugiarsi in momenti difficili”.

La proposta di una raccolta poetica è un po’ una novità nel panorama di offerte de “La Ruota” ma la nostra è una scelta consapevole che ha l’intento di offrire stimoli sempre nuovi al nostro pubblico.

In allegato la locandina, vi aspettiamo numerosi!

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Conferenza “Tatuaggi e piercing. Storie sulla pelle” a cura della dr.ssa Emanuela Zamparo

COMUNICATO STAMPA DEL 17/03/2019

La Ruota presenta, venerdì 29 marzo 2019 alle ore 20:45, presso la Villa Ronzani di Giai di Gruaro, una conferenza della dr.ssa Emanuela Zamparo, dal titolo “Tatuaggi e piercing. Storie sulla pelle”.

La serata, a cura della dr.ssa Emanuela Zamparo, affronterà il tema “tatuaggi e piercing”, fenomeno attuale e molto diffuso trasversalmente tra giovani (un ragazzo su tre ha un tatuaggio) e meno giovani, e che suscita parecchi interrogativi di tipo socio-culturale e sanitario.

La relazione cercherà di rispondere ad alcuni di questi interrogativi (moda, emulazione, desiderio di comunicare “identità e speranza”, come dice Zygmunt  Bauman), o almeno di suscitarli;  per farlo ricorrerà ad un excursus  storico del fenomeno (dall’uomo di Similaun ai giorni nostri) e del significato che esso ha assunto ed assume presso le varie culture per poi concentrarsi sull’aspetto sanitario (la relatrice è un medico) dello stesso e sulle possibili ricadute che l’intervento tatuatorio può avere, se eseguito senza le dovute precauzioni, sulla salute del soggetto.

In allegato la locandina.

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Presentazione del libro “In volo sopra il mare” di Ivo Andrić

La Ruota presenta, venerdì 27 aprile 2018 alle ore 20:45, presso la Villa Ronzani di Giai di Gruaro, il libro di Ivo Andrić  “In volo sopra il mare e altre storie di viaggio”Bottega Errante Edizioni.

Ivo Andrić

Ivo Andrić fu un grande viaggiatore ed essendo un diplomatico, visitò molti Paesi europei e dell’estremo oriente. Annotò le esperienze dei suoi viaggi all’estero e nella natìa Bosnia in quaderni. Impressioni che prendeva dal finestrino di un treno, da un solitario alloggio o da una passeggiata nella natura. Riflessioni sui luoghi, la loro storia e i loro abitanti.

 
 
 

 

Božidar Stanišić

“In volo sopra il mare e altre storie di viaggio” sono racconti dell’autore de “Il ponte sulla Drina” (premio Nobel 1961) curati da Božidar Stanišić, uno dei massimi conoscitori e divulgatori di Andrić, che abbiamo già ospitato il 17 gennaio 2017 per la presentazione del suo libro “I buchi neri di Sarajevo”

 
 

 

Oltre a lui saranno presenti la traduttrice Elisa Copetti e Daniele Zongaro della libreria “Quo Vadis?” di Pordenone, che presenterà la serata.

In allegato la locandina, con preghiera di diffusione.

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“Ombre dal passato” di Michele Zanetti

Venerdì 9 marzo 2018 alle ore 20:45, presso la Villa Ronzani di Giai di Gruaro, ospiteremo il naturalista Michele Zanetti, che ci parlerà del lupo, della sua etologia, della sua presenza e diffusione nel Veneto.

Il relatore ci presenterà anche un aspetto letterario di questo affascinante animale, nel libro di racconti “Ombre dal passato. Storie di uomini e lupi”, dove vengono rivelati la passione e l’attrazione dell’autore per questo fiero ed indomito animale.

“Sei storie precedute da una lunga nota introduttiva di carattere biografico, in cui l’autore riscopre le tracce del lupo disseminate lungo l’intero suo percorso di vita.”

In allegato la locandina della serata, passate parola!

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Presentazione del libro “L’osteria dei passi perduti”

Venerdì 9 giugno 2017 alle ore 20.45 presso la Villa Ronzani di Giai di Gruaro ospiteremo Angelo Floramo, autore del libro L’osteria dei passi perduti, Bottega Errante Edizioni.

“L’osteria dei passi perduti. Storie zingare di strade e sapori” è un libro in cui la viandanza diventa un modo di approciarsi alla vita e al prossimo che si incontra lungo la strada.

Da Trieste a Villach, passando per il Friuli dei piccoli centri, sconfinando in Slovenia e toccando il Veneto: sono angoli, paesi, osterie nascoste, strade poco battute le geografie narrative di questo libro pieno di incanti e meraviglie.

L’osteria diventa metafora della sosta, della lentezza, dell’incrocio con gli altri, e proprio dentro le locande di questo nord est allargato, privo di confini amministrativi, si mescolano lingue, usi, fantasmi.

Dal sito di BEE: Insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona ed è ancora convinto che malgrado tutto sia il mestiere più bello del mondo. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici, collabora con diverse riviste nazionali ed estere; dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico. Con Balkan Circus (Ediciclo-Bottega Errante 2013, due edizioni, finalista al premio “Albatros di Letteratura di viaggio”) e Guarneriana Segreta (Bottega Errante 2015, finalista al premio Latisana Nordest) e L’osteria dei passi perduti (Bottega Errante 2016) ha sperimentato con gusto le vie della narrazione.

In allegato la locandina, vi aspettiamo numerosi!

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Aspettando Dedica 2017 – “Mi chiamo Björn Larsson”

Come anteprima e in collaborazione con il “Dedica Festival” di Pordenone (11-18 marzo 2017), che quest’anno ospiterà lo scrittore svedese Björn Larsson, l’associazione culturale “La Ruota” di Gruaro, presenterà venerdì 24 febbraio 2017, alle ore 20:45 a Villa Ronzani di Giai di Gruaro, una lettura scenica con accompagnamento musicale.

In “Mi chiamo Björn Larsson”, questo il titolo della pièce, lo scrittore si presenta parlando dei temi a lui cari, accompagnato dalle voci di tanti altri autori, di ogni parte del mondo, che hanno amato e amano, come lui, il mare, l’indipendenza, la vita e la libertà.

Lo scrittore afferma infatti che vivere sul mare permette di imparare virtù quali l’umiltà, la costanza, la pazienza, il rispetto degli altri.

In allegato la locandina della serata, con preghiera di diffusione.

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Presentazione del libro “Mio padre votava Berlinguer”, di Pino Roveredo

Pino Roveredo ospite de La Ruota!

Dopo la presentazione con Paolo Rossi a Pordenone Legge 2012, siamo orgogliosi di ospitare anche a Gruaro l’autore del libro “Mio padre votava Berlinguer”.

L’incontro si terrà venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 20:45 presso il Bar Trattoria Centrale di Gruaro e sarà possibile acquistare il volume.

Dalla scheda del libro dell’editore Bompiani:

“Continuo a scrivere papà, scrivere veloce, con la parola che attacca la parola, la riga che rincorre la riga, con lo spazio che si accorcia, e con le cose da dire che pretendono di essere raccontate.” È una confessione al padre, questo libro. Un padre operaio-calzolaio sordomuto, scomparso, ma che è ancora vivo nel ricordo e nelle parole di chi ha preso la penna per fissarlo per sempre, per iscriverlo nei dati sfuggenti della vita. È un padre, quello di cui si parla, che votava Berlinguer, ma, prima che per una scelta ideologica, per la consapevolezza che lui era “una brava persona”. Un buon padre, certo, anche se l’alcol era una delle sue debolezze. E un figlio che ripercorre una sua vita di cadute e risalite, private e pubbliche, alla luce del sole Pino Roveredo in questo nuovo libro racconta se stesso più che mai. È lo scrittore che ha molto vissuto, lirico, duro e puro.

Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani: il padre era calzolaio. Dopo varie esperienze (e salite) di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, collaboratore del “Piccolo” di Trieste, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Tra le sue opere, “Schizzi di vino in brodo” (2000), “Ballando con Cecilia” (2000), da cui lui stesso ha tratto una stesura teatrale rappresentata al Festival di Todi. Bompiani ha pubblicato “Mandami a dire” (2005, Premio Campiello, Premio Predazzo, Premio Anmil, Premio “Il campione”), “Capriole in salita” (2006), “Attenti alle rose” (2009). “Caracreatura” ha vinto il Premio Torre di Castruccio 2008. “Attenti alle rose” ha vinto i premi: La Lizza d’oro di Massa Carrara e il Premio “Giuseppa Giusti” di Monsummano.

Allego la locandina dell’evento ed invito tutti a segnalare la serata.

p.s. con questa serata riprendiamo la nostra attività dopo la pausa estiva e per l’occasione festeggeremo con un brindisi, speriamo pertanto di incontrarvi numerosi!

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Giovanni Daneluzzi

Anche in un paese piccolo come il nostro, si possono fare, inaspettatamente, incontri interessanti ed emozionanti, che lasciano sbalorditi, piacevolmente sorpresi; è quanto è accaduto con Giovanni Daneluzzi, classe 1904, nato a Giai, dove visse fino al 1978, noto a tutti con il soprannome di “Stucchi”, in chiaro riferimento alla sua attività di decoratore.

Naturalmente la mia, visto l’anno di nascita del nostro, non è stata una conoscenza diretta, ma mediata dal ricordo delle figlie, dal loro tributo d’affetto che le ha spinte a conservare, nella restaurata casa paterna, le testimonianze tangibili della sua passione di pittore autodidatta e di freschista ancora visibile in alcune stanze. La sua realizzazione più notevole, sotto questo punto di vista, è lo studio che è stato completamente affrescato, pareti e soffitto, con un effetto particolarmente suggestivo e straniante, perché inserito in una struttura peraltro moderna. Le pareti sono suddivise da cornici e da finte paraste in riquadri, decorati con effetto marmo; il soffitto poi ha un grande rosone centrale che racchiude in una struttura architettonica classicheggiante, la figura mitologica di Aracne, tutto intorno elementi decorativi vegetali che terminano in 4 medaglioni, uno dei quali contiene l’autoritratto del pittore, mentre i rimanenti, destinati ai ritratti degli altri componenti della famiglia, sono rimasti vuoti. L’opera risale al 1969, anno dello sbarco dell’uomo sulla luna.

Altri affreschi sono visibili sul soffitto di un bagno (qui la visione, non senza una punta d’ironia, a mio avviso, è celestiale) e di una stanza da letto.
Due suoi affreschi, rappresentanti Santa Dorotea e Agnese, si trovano poi nella cappella di Villa Ronzani a Giai. Alle pareti inoltre, moltissimi quadri dipinti nel corso della sua vita, tra cui spicca un autoritratto del 1930.
La pittura e la lettura furono le sue grandi passioni, coltivate sempre, ma con maggiore assiduità quando, con l’età, il suo lavoro di decoratore prima e di imbianchino poi (i tempi ed i gusti erano cambiati dopo la guerra!) non lo impegnava più; ma anche quando era ancora attivo, approfittava dei periodi di riposo forzato, dovuto all’inclemenza del tempo, per dipingere.

Iniziò a lavorare molto giovane in quel di Trieste e Venezia e fu impegnato nel restauro di palazzi, in cui venne a contatto con modelli decorativi e pittorici che poi riprodusse nella sua abitazione.
Coltivava le amicizie e spesso invitava a casa i compagni delle partite a carte domenicali ai quali mostrava orgogliosamente i suoi quadri, che amava a tal punto da non volerne vendere alcuno; al massimo li prestava.

Amico del  pittore Gigi Duz, da cui è stato ritratto (il quadro è ancora alla parete), era perfezionista e metodico nel disegno e traeva ispirazione soprattutto dalla realtà, ma anche dalle opere dei grandi pittori, come attestano i suoi affrschi e dalle numerose e varie letture a cui si dedicava. A questo proposito, soleva ripetere alle figlie “Con la fantasia e la lettura si va dovunque!”.

I tanti libri che riempiono gli scaffali dello studio sono ancora quelli che egli abitualmente comprava al mercato di Portogruaro ed attestano la sua curiosità e il suo  desiderio di conoscere; giocava agli scacchi e si impegnava con tenacia a risolverne i rebus. Le figlie completano il suo ritratto con una simpatica nota di colore, sottolineando la cura quasi maniacale che il padre riservava al suo abbigliamento che risultava così elegante e ricercato e che comprendeva sempre gilè, ghette e gemelli ai polsi, ribadendo in tal modo l’originalità e unicità del personaggio nell’ambito paesano.

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