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  • Lo scrivo da subito: “La vita di Adele – Capitoli 1 & 2” di Abdellatif Kechiche (liberamente ispirato al romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh) è un film distantissimo dai miei gusti, interessi o idee, ma è un grande film, ed una meritatissima Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes 2013. E non lo è tanto per l’ambientazione o la critica alle classi intellettuali e privilegiate di Lille, quanto per l’incredibile capacità che il regista dimostra ancora una volta (vedi “L’esquive“ o “La graine et le mulet“) nel dirigere i propri interpreti, nello […]

    “La vita di Adele – Capitoli 1 & 2” di Abdellatif Kechiche

    Lo scrivo da subito: “La vita di Adele – Capitoli 1 & 2” di Abdellatif Kechiche (liberamente ispirato al romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh) è un film distantissimo dai miei gusti, interessi o idee, ma è un grande film, ed una meritatissima Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes 2013. E non lo è tanto per l’ambientazione o la critica alle classi intellettuali e privilegiate di Lille, quanto per l’incredibile capacità che il regista dimostra ancora una volta (vedi “L’esquive“ o “La graine et le mulet“) nel dirigere i propri interpreti, nello […]

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  • Sgombro subito il campo da eventuali equivoci: per me è difficile recensire “laicamente” questo “Diaz – Don’t clean up this blood” di Daniele Vicari, perchè se è vero che da un punto di vista razionale vi sarebbero diversi elementi da mettere in luce o da criticare, sia esteticamente che stilisticamente (1), è altrettanto vero che da un punto di vista emotivo ha colpito profondamente la mia sensibilità politica. Ricordo infatti con estrema lucidità quei giorni del vertice “G8” di Genova di luglio 2001, ed uno dei rammarichi più grandi è proprio di non aver preso parte alle manifestazioni del Genoa […]

    “Diaz – Don’t clean up this blood” di Daniele Vicari

    Sgombro subito il campo da eventuali equivoci: per me è difficile recensire “laicamente” questo “Diaz – Don’t clean up this blood” di Daniele Vicari, perchè se è vero che da un punto di vista razionale vi sarebbero diversi elementi da mettere in luce o da criticare, sia esteticamente che stilisticamente (1), è altrettanto vero che da un punto di vista emotivo ha colpito profondamente la mia sensibilità politica. Ricordo infatti con estrema lucidità quei giorni del vertice “G8” di Genova di luglio 2001, ed uno dei rammarichi più grandi è proprio di non aver preso parte alle manifestazioni del Genoa […]

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  • Dopo una serata inaugurale piuttosto deludente (magari ne scriverò…), il secondo appuntamento con “Filmmakers al chiostro” 2011, festival di cortometraggi di giovani autori che si tiene al Chiostro dell’ex-Convento di San Francesco a Pordenone, è per martedì 19 luglio 2011 con la “NOTTE HORROR“, che si profila come tra le più interessanti (almeno per me). Ho infatti sempre provato una certa simpatia per il genere, che ben si addice e presta alle più svariate sperimentazioni o “attacchi” al gusto e genere cinematografico mainstream. Purtroppo, e nonostante le buone attese, devo ammettere che solo un paio di corti sono riusciti ad […]

    Filmmakers al chiostro 2011, la notte horror (una recensione)

    Dopo una serata inaugurale piuttosto deludente (magari ne scriverò…), il secondo appuntamento con “Filmmakers al chiostro” 2011, festival di cortometraggi di giovani autori che si tiene al Chiostro dell’ex-Convento di San Francesco a Pordenone, è per martedì 19 luglio 2011 con la “NOTTE HORROR“, che si profila come tra le più interessanti (almeno per me). Ho infatti sempre provato una certa simpatia per il genere, che ben si addice e presta alle più svariate sperimentazioni o “attacchi” al gusto e genere cinematografico mainstream. Purtroppo, e nonostante le buone attese, devo ammettere che solo un paio di corti sono riusciti ad […]

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  • t La serata si apre come di consueto con una videoanimazione: “La violenza è kattiva” di Diego Lazzarin, di cui ho apprezzato intenti (?) ed idee, ma il cui amalgama mi ha poco convinto. Guerra, sesso, gore, morte (bellissimo lo scheletro a tre teschi!), orge di violenza, king kong, new york e la tour eiffel, insomma gli elementi ci sono tutti ed alcuni molto interessanti (adorabile quella sorta di Osama concubina della guerra al terrorismo, o almeno io così l’ho letto…): musica elettronica martellante, fotografia rosso sangue dominante, eros-thanatos (fulcro dei nostri tempi), character design ed effetti digitali grezzi al […]

    “La violenza è kattiva” di Diego Lazzarin

    t La serata si apre come di consueto con una videoanimazione: “La violenza è kattiva” di Diego Lazzarin, di cui ho apprezzato intenti (?) ed idee, ma il cui amalgama mi ha poco convinto. Guerra, sesso, gore, morte (bellissimo lo scheletro a tre teschi!), orge di violenza, king kong, new york e la tour eiffel, insomma gli elementi ci sono tutti ed alcuni molto interessanti (adorabile quella sorta di Osama concubina della guerra al terrorismo, o almeno io così l’ho letto…): musica elettronica martellante, fotografia rosso sangue dominante, eros-thanatos (fulcro dei nostri tempi), character design ed effetti digitali grezzi al […]

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  • Il penultimo film della nottata (è quasi mezzanotte), è il migliore del trittico zombie-movie, nonchè il più brutale, splatter ed irriverente! Girato con un cellulare “a zero budget” (e non è difficile notarlo), “Scusa amore” di Federico Scargiali (in arte “Ichi”: un nick, un programma), non ha alcuna pretesa di originalità o profondità, ma la freschezza dell’irriverenza ed il gusto del gore non mancano di certo. Serve raccontare la trama? Una coppia scappa da un turbinìo di zombi lanciati al loro inseguimento e si nasconde in un imprecisato stabile. Solo che lui viene morso e lei è incinta, quindi “Scusa […]

    “Scusa amore” di Ichi

    Il penultimo film della nottata (è quasi mezzanotte), è il migliore del trittico zombie-movie, nonchè il più brutale, splatter ed irriverente! Girato con un cellulare “a zero budget” (e non è difficile notarlo), “Scusa amore” di Federico Scargiali (in arte “Ichi”: un nick, un programma), non ha alcuna pretesa di originalità o profondità, ma la freschezza dell’irriverenza ed il gusto del gore non mancano di certo. Serve raccontare la trama? Una coppia scappa da un turbinìo di zombi lanciati al loro inseguimento e si nasconde in un imprecisato stabile. Solo che lui viene morso e lei è incinta, quindi “Scusa […]

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  • Il secondo zombie-movie, e sesto corto della serata è “Betania” di Andrea Giomaro. Come gentilmente esplicatoci dal simpaticissimo regista, “Betania” è il nome della città di Lazzaro, “il primo non morto della storia”, e da lì il titolo prende spunto. E’ la storia di un’anatomopatologa che viene convocata nel fantomatico villaggio di Betania per presenziare al funerale dell’amatissimo nonno, che l’ha nominata propria erede universale. Svolta la sparutissima cerimonia, in un ambiente dominato dal sospetto e dall’abbandono, il sacerdote officiante, nonchè esecutore testamentario, la conduce alla casa del nonno, ove la protagonista sbadatamente dimentica il proprio telefono cellulare. Al ritorno […]

    “Betania” di Andrea Giomaro

    Il secondo zombie-movie, e sesto corto della serata è “Betania” di Andrea Giomaro. Come gentilmente esplicatoci dal simpaticissimo regista, “Betania” è il nome della città di Lazzaro, “il primo non morto della storia”, e da lì il titolo prende spunto. E’ la storia di un’anatomopatologa che viene convocata nel fantomatico villaggio di Betania per presenziare al funerale dell’amatissimo nonno, che l’ha nominata propria erede universale. Svolta la sparutissima cerimonia, in un ambiente dominato dal sospetto e dall’abbandono, il sacerdote officiante, nonchè esecutore testamentario, la conduce alla casa del nonno, ove la protagonista sbadatamente dimentica il proprio telefono cellulare. Al ritorno […]

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  • La quarta opera è brevissima, solo 3 minuti, si intitola “Anatomy” ed è diretto da Vincenzo Pandolfi. Anche questo un film muto, e si fonda su un articolato esperimento di ripresa in 16mm (impossibile per me non pensare al “Begotten” di E. Elias Merhige), con colori ultrasaturi e filtri gialli e viola. L’esperimento dovrebbe consistere nel rendere angosciante e conturbante una scena di vita quotidiana: un uomo porta la colazione a letto alla moglie e poi sparecchia il desinato, ma qualcosa non è come sembra. Da qui la scelta tecnica del 16 mm come quella che può garantire la massima […]

    “Anatomy” di Vincenzo Pandolfi

    La quarta opera è brevissima, solo 3 minuti, si intitola “Anatomy” ed è diretto da Vincenzo Pandolfi. Anche questo un film muto, e si fonda su un articolato esperimento di ripresa in 16mm (impossibile per me non pensare al “Begotten” di E. Elias Merhige), con colori ultrasaturi e filtri gialli e viola. L’esperimento dovrebbe consistere nel rendere angosciante e conturbante una scena di vita quotidiana: un uomo porta la colazione a letto alla moglie e poi sparecchia il desinato, ma qualcosa non è come sembra. Da qui la scelta tecnica del 16 mm come quella che può garantire la massima […]

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  • Il primo cortometraggio in concorso è “A joke of too much” di Francesco Picone. A detta del regista un omaggio dichiarato e agli horror “ironici” del passato e alla serie “Grindhouse” della coppia Tarantino / Rodriguez (in verità deve più a costoro…). Come in Grindhouse, il film si apre con un finto trailer: “L’invasione dei vermi mutanti”, divertente parodia de “L’invasione degli ultracorpi” più “I visitors”, ma insomma… da subito si nota come il tutto sia un po’ sfilacciato e tirato per le lunghe, ed in tal senso qualche taglio in più avrebbe giovato; anche le battute strappano appena qualche […]

    “A joke of too much” di Francesco Picone

    Il primo cortometraggio in concorso è “A joke of too much” di Francesco Picone. A detta del regista un omaggio dichiarato e agli horror “ironici” del passato e alla serie “Grindhouse” della coppia Tarantino / Rodriguez (in verità deve più a costoro…). Come in Grindhouse, il film si apre con un finto trailer: “L’invasione dei vermi mutanti”, divertente parodia de “L’invasione degli ultracorpi” più “I visitors”, ma insomma… da subito si nota come il tutto sia un po’ sfilacciato e tirato per le lunghe, ed in tal senso qualche taglio in più avrebbe giovato; anche le battute strappano appena qualche […]

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  • Il secondo lavoro, “Bloody Toner” di Francesco Roder omaggia l’horror degli anni 20, attraverso una riuscita parodia muta in bianco e nero dei classici di genere. Opera realizzata in sole 60 ore per il premio Collio Cinema di Gorizia (se non ho capito male…), tutto il mio plauso agli autori per essere riusciti ad inventarsi e condensare in 6 minuti un soggetto veramente divertente. La storia di una fotocopiatrice demoniaca che si scatena con la goccia di sangue di una vergine è quanto di più improbabile possa pensarsi, ma qui la sospensione dell’incredulità è egregiamente sostenuta da una messa in […]

    “Bloody toner” di Francesco Roder

    Il secondo lavoro, “Bloody Toner” di Francesco Roder omaggia l’horror degli anni 20, attraverso una riuscita parodia muta in bianco e nero dei classici di genere. Opera realizzata in sole 60 ore per il premio Collio Cinema di Gorizia (se non ho capito male…), tutto il mio plauso agli autori per essere riusciti ad inventarsi e condensare in 6 minuti un soggetto veramente divertente. La storia di una fotocopiatrice demoniaca che si scatena con la goccia di sangue di una vergine è quanto di più improbabile possa pensarsi, ma qui la sospensione dell’incredulità è egregiamente sostenuta da una messa in […]

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  • Il primo zombie-movie della serata si intitola “Durante la morte” di Davide Scovazzo, di cui ho apprezzato sicuramente il dichiarato intento: quello di utilizzare un linguaggio classico del cinema di genere per raccontare qualcosa di differente. Girato (in digitale) interamente a Genova, tra archittetture indubbiamente inquietanti e decadenti, si ispira ad una frase dello scrittore Niccolò Ammaniti (*), che a detta del regista gli ha ispirato la storia. Essa principia all’alba: in un anonimo monolocale suona una sveglia, il nostro protagonista si alza e, ben bardato, comincia la propria errabonda giornata, senza una meta precisa, ma senza variazioni di rilievo […]

    “Durante la morte” di Davide Scovazzo

    Il primo zombie-movie della serata si intitola “Durante la morte” di Davide Scovazzo, di cui ho apprezzato sicuramente il dichiarato intento: quello di utilizzare un linguaggio classico del cinema di genere per raccontare qualcosa di differente. Girato (in digitale) interamente a Genova, tra archittetture indubbiamente inquietanti e decadenti, si ispira ad una frase dello scrittore Niccolò Ammaniti (*), che a detta del regista gli ha ispirato la storia. Essa principia all’alba: in un anonimo monolocale suona una sveglia, il nostro protagonista si alza e, ben bardato, comincia la propria errabonda giornata, senza una meta precisa, ma senza variazioni di rilievo […]

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